venerdì 7 dicembre 2012

Scene da esorcismo a Varanasi

Alla fine ci sono dei video da una ventina di secondi l'uno.

[India]  La settimana scorsa Andrea ci ha segnalato un articolo del New York Times, ormai datato, dove si parlava di riti da esorcismo presso una tomba sufi, a Varanasi. Il sufismo è una corrente mistica dell’Islam la cui particolarità è quella di raggiungere l’estasi attraverso lo sforzo fisico. In Turchia sono ben noti i dervisci rotanti, che girano su se stessi, mentre in Pakistan, a Lahore, danzano freneticamente al suono dei tamburi.

Abbiamo chiesto informazioni a tantissime persone, ma nessuno aveva idea di dove si trovasse, finché il direttore dell’Alka hotel ci ha indicato il posto dicendo di andarci il giovedì, giorno in cui sia mussulmani che induisti confluiscono a migliaia per venerare la tomba di Hazarat Syed Baba Bahadur Shahid, un mistico dell’XI° secolo.

Poco si sa in realtà delle vere origini dell’uomo sepolto nella tomba: “Si trova nella fantasia delle persone”, ha detto Mohammad Toha, professore di sociologia alla Benares HinduUniversity. “Fa parte del folklore della città e simboleggia l’integrazione tra indù e mussulmani, la cultura sincretica di Benares”.

A Varanasi c’è un altro luogo, simbolo della città, in cui indù e mussulmani hanno vissuto fianco a fianco, con amore e odio, per centinaia di anni: sono il famoso tempio indù, Kashi Viswanath e l’adiacente moschea Gyanvapi, sempre strapieni di fedeli. Si trova nel cuore della città vecchia e viene sorvegliato giorno e notte da poliziotti, dopo lo scoppio di un ordigno di matrice religiosa del 2009.

Visto che la tomba di Baba Bahadur Shahid si trova a circa metà strada tra la nostra scuola e la città, ci siamo andati due volte. La prima mercoledì, per capire dov’era e la seconda giovedì, per vedere le migliaia di fedeli che vi affluiscono da ogni parte. La via che porta alla tomba, deserta il giorno prima, si è trasformata per l’occasione in una fila di bancarelle che vendono qualsiasi cosa, soprattutto fiori dai colori sgargianti. Oltre il recinto del santuario c’è un vivace mercato dove si offrono fiori e panni di preghiera per il tempio, ma anche un vasto assortimento di necessità terrestri come biancheria intima, arachidi salate, secchi di plastica, braccialetti di vetro, frittelle di verdura, caramelle di zucca.

Poco distante ci sono alcune rudimentali giostre per i bimbi, mentre l’intero prato intorno alla tomba è pieno di famiglie che fanno picnic e mendicanti che ci chiedono con insistenza denaro, alcuni mi tirano per la maglia, altri mi prendono per le mani, alla fine entro nel tempio per evitarli, sperando di trovare ancora i sandali all’uscita.

Donne indù con polvere rosso vermiglio spalmata sulla testa entrano sgomitando nella tomba, insieme a donne mussulmane in burqa neri.  Gli uomini indossano la papalina in ossequio alla consuetudine mussulmana. Le offerte messe di fronte alla tomba sono quelle che normalmente si vedono nei templi indiani, fiori, incenso e caramelle di zucchero. Un microfono scoppiettante, invita i credenti a fare delle donazioni in denaro.

Poco lontano alcune donne sedute sul pavimento sembrano in trance, hanno gli occhi sbarrati, borbottano, urlano, ondeggiando e buttando la testa da un lato all’altro. Una si rotola gemendo ad alta voce fino ai piedi della tomba. Un’altra ha dietro di sé il marito con in braccio un bambino che sta guardando la scena della madre impazzita, chissà cosa starà pensando.  Hanno il demonio dentro” mi dice un uomo, e mi verrebbe voglia di chiedergli polemicamente perché non vedo uomini in trance. Solo le donne hanno il demonio? Lascio correre. Probabilmente le pratiche si confondono, perché quello che in altri paesi chiamerebbero “modo per raggiungere l’estasi”, qui diventa la via di salvezza per le donne indemoniate.

Un ragazzo ci dice che i fedeli non vengono solo per scacciare il demonio, ma per chiedere la grazia ai più svariati problemi: una donna è venuta per il figlio malato, un tessitore a chiedere la grazia per la moglie che non può più muovere le mani, mentre un altro è venuto sin qui perché sospetta che la moglie sia posseduta dai fantasmi. Storie di miseria e disperazione.

Un santone in gonnellino si avvicina con una lunga piuma di pavone tra le mani e mi chiede se voglio scacciare gli spiriti maligni… mi guardo intorno, forse non sarebbe una brutta idea!








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