mercoledì 26 giugno 2013

Fortuna o sfortuna, chissà?

Siamo in ritardo con il blog...ma recuperiamo.

Oggi siamo tornati a casa tardi, con il nostro solito carico di frutta e verdura. I colori del tramonto ci fanno passeggiare volentieri su e giù per le ripide strade di Betlemme. È veramente sorpendente come in venti giorni non ci sia mai stata una nuvola in cielo, un clima perfetto, caldo di giorno e fresco la notte. Non c’è certo bisogno di aria condizionata.

Alle otto mettiamo sul fuoco l’acqua per la pasta e ci accorgiamo che il gas della bombola che alimenta i fornelli è finito. Che fare a quest’ora? Usciamo con l’idea di chiedere ai nostri vicini, ma non sono in casa. Chiediamo allora allo spazzino, mostrandogli la foto della bombola fatta con la macchina fotografica, visto che non parla inglese. Si attiva subito e suona ad una casa poco distante, chiede il numero di telefono del negozio delle bombole, telefona e ci assicura che in venti minutì verranno a sostiuirci la bombola. Fantastico!

Passa più di un’ora ma non si vede nessuno. Usciamo di nuovo e chiediamo al nostro vicino, che nel frattempo è tornato, di telefonare con il nostro cellulare per chiedere i motivo del ritardo. Ci rassicura anche lui che sta arrivando e si mette gentilmente ad aspettarlo davanti il cancello di casa nostra. Lo invitiamo in casa a bere un caffè e mentre facciamo un minimo di conversazione ci chiede se abbiamo wi-fi, perché nell’area di una delle nostre case ce n’è uno di libero e molto potente. Ha ragione, bastava spostarsi verso le finestre.

La bombola arriva solo alle 22, ma non tutti i mali vengono per nuocere: con il problema della bombola esaurita si è risolto il problema, ben più grosso, del wi-fi. Questa concomitanza di eventi ci ha fatto venire in mente una bella storia che ci hanno raccontato durante il vipassana.

La storia dice più o meno così:

C’era un contadino che aveva uno stallone da lavoro. Era forte e di grande aiuto al contadino nell’arare, trasportare le merci, ecc. Un gran lavoratore.

Un giorno il contadino trovò che lo stallone era sparito. Avendolo saputo, il suo vicino di casa disse: “Oh, che sfortuna, che sfortuna!”

Il contadino si scrollò semplicemente le spalle e rispose: “Fortuna, sfortuna, chissà?”

Due settimane dopo, lo stallone non era ancora ritornato. Il vicino continuava a dire: “Che sfortuna, che sfortuna!”

Il contadino scosse di nuovo le spalle e disse: “Fortuna, sfortuna, chissà?”

Il giorno dopo lo stallone ritornò portando con sé sette puledri selvaggi. Il vicino del contadino esclamò “Oh che fortuna, che fortuna!” Il contadino disse semplicemente: “Fortuna, sfortuna, chissà?”

Dopo un po’, suo figlio, che cercava di domare i nuovi cavalli selvaggi, cadde da uno di essi e si ruppe entrambe le gambe. Il vicino esclamò: “Oh, che sfortuna, che sfortuna!”

Il contadino di nuovo disse semplicemente. “Fortuna, sfortuna, chissà?”

Poco dopo, il generale dell’esercito della provincia si mise in giro per arruolare tutti gli uomini fisicamente abili nell’esercito per andare a combattere in una lontana provincia; il figlio del contadino non venne arruolato…Fortuna, sfortuna, chissà?

...Per imparare un po' di numeri arabi. Il calendario si legge da destra verso sinistra

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