mercoledì 5 giugno 2013

In viaggio per sempre

Nota: MENTE E CUORE del Progetto Alice. Venerdì 14 giugno a Vittorio Veneto. Per chi fosse interessato legga qui: http://ruggerodaros.blogspot.co.il/2013/06/mente-e-cuore.html  

[Indonesia- Giava]  La capitale dell’Indonesia ha ben poco da offrire ai turisti, ma è pur sempre una delle più grandi megalopoli al mondo con ben 10 milioni di abitanti, un’occhiata non guasta. Il museo Nazionale è interessante, con una nuova ala dedicata alla comparsa dell’uomo in Indonesia e una stanza piena di monili d’oro del XIII secolo. Visitiamo il vecchio centro coloniale di Kota e i vicoli stretti del quartiere cinese di Glodok. Forse un giorno è più che sufficiente per questa città.

Le cose che più ci ricorderemo di Giacarta saranno comunque il traffico difficile, perennemente intasato, ben superiore a quello già esagerato di molte altre città dell’isola e  l’impossibilità di camminare sui marciapiedi, pieni di tutto: dalle moto parcheggiate ai chioschi improvvisati di cibo, oppure di buche. Mancano i passaggi pedonali, per attraversare la strada bisogna buttarsi, rischiando sempre la vita. Non esistono i risciò a pedali, non avrebbero scampo tra il traffico, ci sono invece quelli a motore

Stasera dobbiamo andare in aeroporto, abbiamo il volo per Amman poco dopo mezzanotte. L’idea è quella di prendere l’ultimo bus che parte dal centro verso le 19, perché il taxi costa di più, ma poi incontriamo Gino e Manu, una simpatica coppia veneziana in viaggio “per sempre”. Decidiamo di cenare con loro e di prendere il taxi più tardi.

Gino ha intorno ai 55 anni; Manu, sua moglie, 50. Si conoscono da 5 anni ma si sono sposati un anno e mazzo fa, appena prima di partire. Hanno venduto nei mercatini tutto quello che avevano e che non potevano portare in viaggio, racimolando un bel po’ di soldi. Tutta la loro vita è ora in 30 kg di bagagli che comprendono anche una tenda e il materiale da campeggio. Hanno tenuto solo la casa, che hanno affittato. Manu si è licenziata mentre Gino è in pensione ormai da 7 anni, e con quella, più l’affitto, contano di vivere per sempre in giro per il mondo. “L’unico nostro limite sono le carte di credito che scadono nel 2018.” Ci dicono.

Gino è un grande appassionato della motocicletta, ma poiché in Oriente non è sempre possibile spostarsi da un paese all’altro con la propria moto, la comprano quando arrivano in uno stato e la rivendono alcuni mesi dopo, quando devono lasciarlo, riuscendo quasi sempre a recuperare gli stessi soldi che hanno speso perl’acquisto, a volte anche di più. In buona parte dei paesi asiatici non esiste il certificato di proprietà della moto, il fatto stesso di possederne il libretto ne indica la proprietà, così l’acquisto e la vendita sono molto facili.

Raccontano che i passaggi dei confini in motocicletta sono sempre incerti. Non si può andare in moto dal Laos al Vietnam, o dalla Thailandia al Laos, ma è possibile l’opposto. Il costo delle moto usate, in buono stato, variano dai 300 ai 600 euro. Qui a Giacarta ne hanno appena comprata una molto  bella del 2006 per 600 euro, prevedono di tenerla per 6 mesi.

Gino ha sempre viaggiato tantissimo con le moto. E’ stato ben tre volte a Capo Nord, di cui una in inverno con le gomme chiodate per poter guidare sulla neve, fermandosi in questo caso al circolo polare artico, dove ha visto un sacco di aurore boreali. Conosce ogni particolare di questo viaggio che ritiene il “viaggio dei viaggi”, da fare assolutamente una volta nella vita, anche in auto. Dice: “Sono 10.000 km esatti da Venezia a capo Nord, tra andata e ritorno, da percorrere in un minimo di 30 giorni. Il costo per due persone, dormendo in campeggio con la tenda, è di 100 euro al giorno, tutto compreso. Si può risparmiare un po’ dormendo negli infiniti spazi aperti, invece che nei posti a pagamento… e se si vuole vedere il sole di mezzanotte bisogna andare al massimo entro fine luglio, anche perché ad agosto scendono parecchio le temperature.

Sono loro che ci hanno consigliato di fare l’assicurazione  ACI Viaggi, che costa sui 70 euro all’anno e ti copre ovunque nel mondo. Ti offre inoltre garanzie anche in Italia in caso di problemi con l’auto. Il loro blog è “Gino Manu Wild Trip”, basta digitarlo su google; è utile soprattutto per chi fosse interessato a girare con la moto. Complimenti veramente a questi due coraggiosi e simpatici italiani.

Arrivati in aeroporto ci stressiamo un bel po’ perché al chek-in pretendono di vedere il volo di partenza dalla Giordania, che noi non abbiamo perché da lì entreremo via terra in Israele. Le regole di immigrazione giordane sono chiare: non può avere il visto in arrivo all’aeroporto chi non ha il volo di uscita dal paese. Dopo un sacco di telefonate ai “piani superiori” e di continui rifiuti ci chiedono di dimostrare che abbiamo i soldi liquidi sufficienti per comprarci dei voli di partenza una volta arrivati in Giordania. Sfoderiamo i 600 $ e i 400€ che teniamo piegati nella fodera interna dalla cintura. Alla vista dei soldi e di questo nuovo metodo di nascondere il denaro il personale sorride e ci lascia passare. Che sudata!

Merenda dei bambini all'uscita dalla scuola
Al Museum Nasional la statua di re Bhairawa calpesta teschi umani
Sulla hall della guesthouse con Gino e Manu
La nostra cintura porta soldi

1 commento:

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