domenica 30 giugno 2013

Vita da spiaggia a Tel Aviv

Gerusalemme prega e Tel Aviv si diverte” dice un detto popolare che mette bene in evidenza la differenza tra le due città. Tel Aviv dista solo un’ora di auto da Gerusalemme, eppure sembrano divise da secoli. Girando per le strade di Tel Aviv raramente si trovano degli ultraortodossi e il vestito più comune è quello di chi sta andando in spiaggia. Nel tardo pomeriggio, finito il lavoro, gli abitanti delle città si riversano sul lungomare per l’happy hour nei locali con musica a tutto volume, oppure per fare surfing sulle alte onde del Mar Mediterraneo.

La prima cosa che colpisce della città è il suo meraviglioso lungomare: 14 chilometri che si susseguono ininterrottamente da Giaffa al vecchio porto della città. Chilometri di spiagge di sabbia bianca che lambiscono un mare cristallino. Una lunga e ininterrotta passeggiata pedonale e ciclabile dove a qualunque ora del giorno e della notte s’incontra un mondo variegato di gente che passeggia, corre, pedala, prende caffè, mangia, fa esercizio fisico, chiacchiera, fuma narghilè, balla o semplicemente s’incanta ad osservare, come facciamo noi.

Vicino al porto vecchio di Tel Aviv c'è anche una spiaggia riservata ai cani e poco distante la prima spiaggia pubblica autorizzata con orari e giorni alterni d'ingresso per uomini e donne, riservata agli ebrei religiosi ultraortodossi più osservanti. Arrivano qui da tutta Israele con pulman a posti separati, davanti gli uomini e dietro le donne. "Please keep modest at the beach" si legge all'ingresso della spiaggia che è completamente recintata fino al mare. 

Schierati sul lungomare una moltitudine di grattacieli ospitano alberghi a 5 stelle, lussuosi appartamenti e altrettanti in costruzione. Una città “working in progress” in grande fermento e totalmente proiettata verso il futuro. Centro della vita notturna del medio-oriente e di una grande comunità gay. Capoluogo economico e finanziario del paese. Ricorda per molti aspetti la Berlino di qualche anno fa.

Facciamo anche noi il bagno in questo mare che conosciamo, con l’idea che dall’altra parte ci sono le nostre spiagge italiane. In lontananza si vede la vecchia città di Giaffa, un porto storico citato nell’Antico Testamento come luogo di arrivo del cedro del Libano, usato per la costruzione del tempio di Salomone. I veneziani avevano creato nel tardo medioevo un servizio di galee di linea tra Venezia e Giaffa per il trasporto dei pellegrini europei che desideravano recarsi in pellegrinaggio in Terrasanta. Oggigiorno, la sua importanza come scalo marittimo non è più la stessa, ma assai apprezzate in tavola sono le sue famose arance e i suoi pompelmi.

La città fu fondata nel 1909 da un gruppo di sessanta famiglie ebraiche della vicina Giaffa, si riunirono sulla spiaggia ed estrassero a sorte il lotto di terra che spettava a ciascuna. Nell’edificare la città i costruttori si ispirarono all’ideale della “città giardino” (la traduzione della parola “Tel Aviv”), poi reinterpretato nella corrente Bauhaus, una serie di case bianche e squadrate che le hanno permesso di essere inserita nel 2003  tra le città patrimonio dell’UNESCO. Sinceramente uno si chiede perché: la città a parte il lungomare è brutta e le case “Bauhaus” non si distinguono dalle altre. Anche se la città vale sicuramente una visita, torniamo volentieri a Gerusalemme.

Il lungomare è lungo 14 chilometri ed è tutto un susseguirsi di spiagge e grattacieli
Il parco Charles Clore sul lungomare vicino al quartiere più vecchio di Tel Aviv
La vecchia Jaffa, la leggenda la vuole fondata dal figlio di Noè, Japhet
Anche le famiglie mussulmane si godono le spiagge   
Nel 2003 Tel Aviv è stata inserita nella lista dei siti patrimonio dell'umanità per i suoi edifici in stile Bauhaus
I serfisti si divertono a stare in equilibrio sulle onde

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